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Omaggio a Villa di Corliano - Pisa



La villa sorge nel Comune di San Giuliano Terme, nei pressi del borgo di Corliano: da qui la denominazione con la quale è comunemente indicata, villa di Corliano.
La villa fu in origine degli Spini, famiglia di mercanti e banchieri di Firenze.
Pietro di Niccolao della Seta, appassionato d'arte e mecenate.
Nel 1616 il fiorentino Vincenzo di Luca Pitti descriveva la villa di Corliano come "il più bel Palazzo che sia intorno Pisa".
Fu sede di numerose Accademie, libere associazioni di dotti assai diffuse fra Sei e Settecento; dapprima vi si stabilì L'Accademia degli Svegliati, fondata nel 1588, e poi la Colonia Alfea, nata nel 1770 e filiazione dell'Accademia dell'Arcadia, fondata a Roma nel 1690.
Nel 1755, in occasione del matrimonio di Teresa della Seta Gaetani Bocca con il conte Cosimo Baldassarre Agostini Fantini Venerosi, la villa fu ristrutturata dall'architetto Ignazio Pellegrini (1715-1790) che fu per i Lorena Soprintendente delle Fabbriche Imperiali.
Il parco, già rinnovato in quella stessa circostanza, fu ulteriormente rimodernato nel 1884, per le nozze tra il conte Alfredo Agostini Venerosi della Seta e la contessa Teresa Marcello.
Nella villa soggiornarono illustri ospiti come Gustavo III di Svezia, Cristiano II di Danimarca, il generale Gioacchino Murat, Luigi Buonaparte, Paolina Borghese,
Carlo Alberto di Savoia, i poeti Byron e Shelley.
La facciata della villa di stile cinquecentesco conserva ancora l'originaria decorazione a graffiti, tipica del Manierismo fiorentino e incentrata sui temi delle Virtù Accademiche: Fortezza, Abbondanza e Fortuna. In particolare, la tartaruga e la lepre erano i simboli dell'Accademia degli Stravaganti, nella quale nel 1621 era confluita quella degli Svegliati.
L'interno fu decorato dal pittore Andrea Boscoli negli anni 1592-93: i soffitti del salone e del vestibolo di ingresso rappresentano scene mitologiche tratte dalle Metamorfosi e dai Fasti di Ovidio e i segni zodiacali associati a ciascun mese del calendario. Al centro del salone spicca il grande affresco raffigurante il Convivio delle divinità, un baccanale di divinità greche, volto a cogliere il favore degli astri per alcuni personaggi, ritratti insieme ai committenti.

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