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L'OSCURO MITO DEL CONTE CAGLIOSTRO

                                       Dal Certificato di Morte 28 agosto 1795

Giuseppe Balsamo, conosciuto per conte di Cagliostro, palermitano di patria, cristiano di battesimo, di dottrina incredulo, eretico, celebre per trista fama; dopo aver predicato e disseminato per varie province dell' Europa gli empi dogmi della setta egiziana, verso la quale aveva attratto con l'inganno una turba quasi innumerevole di seguaci, e dopo essere uscito incolume, per mezzo della sua ingannevole arte, da molte rischiose avventure, fu infine condannato da una sentenza della Santa Inquisizione al carcere perpetuo (in attesa di ravvedimento) nella rocca di questa città.


E' ricorrente tra i vecchi di San Leo, la storia che Cagliostro appaia all'imbrunire, nelle notti senza luna, sugli spalti del Forte, o che si possano ascoltare, nottetempo, strani rumori provenienti dalla sua cella.
Chi era Cagliostro?
Avventuriero o grande iniziato? Il gusto per l'occulto e per lo straordinario, la capacità di di affascinare le menti, il desiderio di stupire, la convinzione di essere dotato di miracolosi poteri, taumaturgo, alchimista, imbonitore, "Gran Cofto": del Conte di Cagliostro si sa con certezza poco della vita, ma sicuramente ancor meno della morte.
 Fondò la prima Loggia Massonica di Rito Egiziano a Lione nel 1784 che si rifaceva al culto isiaco dei Faraoni.
La scottante "questione egiziana"
Il tema egiziano è in realtà una questione di carattere religioso perchè si contrappone al tema biblico che vuole la nascita della storia e della religione con la consegna delle Leggi a Mosé, tacciando di presunzione coloro che vogliono gli Egiziani conoscitori della scienza degli astri da più di diecimila anni.
La massoneria costituì un punto di congiunzione importante fra l'ermetismo magico e filoegiziano del Rinascimento con le prime manifestazioni dell'Illuminismo inglese.
Comunque stiano le cose, negli ultimi decenni del Quattrocento nel pavimento a mosaico del duomo di Siena, una grande chiesa cristiana, troviamo presente il mitico Ermete Trismegisto e alla sua destra, in atteggiamento referente, un uomo che probabilmente è Mosé . A simbolo di una conciliazione fra ermetismo-platonismo e tradizione cristiana.
 Per intendere quanto l'ombra di Cagliostro si proietti sulla ritualità magico-esoterica contemporanea occorre superare un duplice pregiudizio. L'Illuminismo indicava sia il razionalismo dei filosofi che l'occultismo degli illuminati: i due aspetti sono inseparabili.
Tuttavia, se questa ambiguità viene oggi largamente riconosciuta, si tende ancora a voler distinguere tra gli avventurieri alla Cagliostro e gli spiritualisti che portano avanti le loro ricerche con grande onestà intellettuale.
Senza considerare Cagliostro una nuova incarnazione di Gesù Cristo, si può per altro asserire che attraverso complicate pratiche magiche e cure terapeutiche, egli cercava di raggiungere la perfezione morale e fisica.
 L'Alchimia di Cagliostro
E' collegata alla tradizione dell'ermetismo e della magia, perché il mago e l'alchimista tentano di trasformare e manipolare la natura, il che si configura molto spesso come un'impresa empia che tende a violare un ordine naturale voluto da Dio.
Cagliostro fu soprattutto medico e alchimista. All'inizio praticava una medicina popolare, fatta di tecniche di tintura e di trattamento dei metalli. Ancora nell'anonimato girovagava per l'Italia con i suoi alambicchi, usando l'alchimia come espediente.
Una svolta nella sua vita si ebbe quando, già affiliato alla Massoneria, incontrò il monaco benedettino Antoine Pernety.
Lasciato l'Ordine monastico, Pernety divenne nel 1766 bibliotecario e membro dell'Accademia reale di Berlino. Ebbe così occasione di frequentare gli illuminati, e aderendo alle loro teorie, fondò un proprio rito. Dalla frequentazione con Pernety, Cagliostro probabilmente comprese che gli scopi dell'Arte Sacra erano ben altri dal commercio dell'elisir di lunga vita. Infatti l'ex monaco considerava l'alchimia una pratica ermeneutica, in cui la meta è solo il pretesto per il percorso iniziatico. Non interessano gli alambicchi e gli esperimenti da laboratorio, ma la ricerca  come elemento fondamentale per la propria realizzazione.
L'Alchimia è simbolo quindi della ricerca di un sapere antico, che ha come riferimento la sapienza delle "case della vita" dei sacerdoti egizi. Il tempio massonico diventa quindi il corrispettivo dei luoghi della sapienza Egizia, di quei templi dedicati a Thoth, l'Ermete Trismegisto dei Greci, dove si tramandava l'arte della morte e della rinascita.
L'alchimista quindi diventa il custode della conoscenza, colui che non ha bisogno di nulla perché possiede tutto.


Bibliografia
 
Cagliostro - 1992 - Gervaso Roberto - Rizzoli
ROMA, 10 MAG - ROBERTO GERVASO 'IL GRANDE MAGO (RIZZOLI PP 278) - 
Cagliostro, chi era costui? Sul conte Alessandro Cagliostro, nato plebeo nei vicoli di Palermo nel 1743 con il nome di Giuseppe Balsamo, morto per Inquisizione nella rocca di San Leo nel 1795, imbroglione, falsario, viaggiatore, massone, alchimista e molto altro ancora, Roberto Gervaso scrisse nel '72 una biografia con cui vinse il premio Bancarella. Rizzoli pubblica il libro di nuovo (250 mila copie vendute in questi 30 anni), convinto del fascino ancora immutato di un un uomo grande e misero allo stesso tempo che segnò in parte il Settecento italiano. Gervaso avrebbe voluto aggiornare il suo bestseller consultando i documenti sequestrati al mago dal Sant'Uffizio dall'epoca. A distanza di tre secoli l'archivio vaticano ha negato al giornalista-scrittore di leggerli e dunque sostanzialmente l'edizione del 'Grande Mago ora nelle librerie è la stessa di 30 anni fa. Perché allora una nuova edizione?  L'occultismo non è mai passato di moda e oggi che al massimo ci si può rivolgere ad un Do Nascimiento qualunque (per citare un “mago” recentemente coinvolto con la patron Vanna Marchi in una vicenda giudiziaria), meglio ricordare una figura come Cagliostro. Uno che «miscuglio d'ingenuità e impostura, genio e ciarlataneria, misticismo e sregolatezza», come scrive Gervaso, fu adorato in mezza Europa per 10 anni come un idolo. (ANSA)

Cagliostro. Il maestro sconosciuto - 1997 - Carpi Pier - Edizioni Mediterranee 
In questo libro l'autore vuole dimostrare che il conte di Cagliostro e Giuseppe Balsamo erano in realtà due persone distinte. Secondo l'autore, Balsamo era un imbroglione palermitano, usato dell'Inquisizione per condannare Cagliostro che era invece un guaritore famoso, un alchimista, un veggente e aveva poteri straordinari riconosciutigli anche dai suoi nemici.
La misteriosa moglie di Cagliostro - 1989 - Gian Luigi Berti - Maggioli Editore.
Cagliostro trascorre gli ultimi quattro anni della sua vita di mago e ipnotista imprigionato nella fortezza di San Leo, nel Montefeltro; lì fu sepolto. erché non si trovano più le sue spoglie mortali? Di lui hanno scritto centinaia di opere, ma il vero personaggio più enigmatico è lei, la moglie, una donna affascinante, misteriosa, vendicatrice, amante delicata e sublime. La contessa di Cagliostro fu vittima o seddutrice?...
Io, Cagliostro mago e alchimista - 2001 - Roos Sibille de - Sonzogno -
Alessandro Conte di Cagliostro sin da ragazzo mostra una natura divisa tra passione per tutto ciò che è arcano e misterioso e i piaceri e le seduzioni della carne. Cagliostro lascia ben presto l'Italia e intraprende un lungo viaggio iniziatico per studiare e apprendere tutti i segreti delle scienze occulte. A Roma lo attendo Serafina, la donna di cui Cagliostro si innamora, ma anche il Cardinale Serveto, il nemico che incarna i suoi incubi più terribili. In Europa il Conte di Cagliostro è amato dai poveri, che aiuta e cura in ogni modo, ma guardato con diffidenza da Chiesa e nobiltà, in un crescendo di successi che lo porteranno inevitabilmente a un tragico destino e ad una insospettabile rinascita.
Cagliostro, ciarlatano o superuomo? - 1999 - Wilkin Philip - Armenia 
Negli anni travagliati che precedono la rivoluzione francese, un personaggio singolare fa il suo ingresso a Parigi; pretende di chiamarsi Alessandro conte di Cagliostro. Veggente, negromante, alchimista, faccendiere e grande iniziato, si onora dell'amicizia di alto porporato: conoscerà la fortuna e la gloria, ma anche il disonore e la prigione. Questo volume segue le gesta e le peregrinazioni di Cagliostro, confutando le tesi più ardite e analizzando le interpretazioni più fondate.

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